San Biagio 2017 – Riassunto della Fiera dei Record (Negativi)

San Biagio 2017

Depressione post-fiera San Biagio 2017. Voi ne soffrite? Io tantissimo. Il centro storico pare così tristemente vuoto senza bancarelle…Le strade si svuotano dalla folla, in mezzo alla quale si incrociano sempre facce amiche. L’aria non profuma più di brigidino e non si ha più la scusa per ingobbiarsi di tordelli. Si ritorna alla monotonia quotidiana. Tutto ciò è sempre stato assai avvilente.

Quest’anno sento meno il gap Vita da Fiera – Vita del Quotidiano. Semplicemente perché la fiera me la sono goduta al 60% in meno. La Fiera di San Biagio 2017 doveva rimanere negli annali di Pietrasanta: una kermesse di ben 3 giorni con record di bancarelle ed eventi. Invece rimarrà alla storia come record sì, ma negativo. Veramente un flop: 3 giorni di niente, di deserto, di maltempo.

Dicerie e superstizioni religiose e contadine a parte, si sa che per la Candelora (2 febbraio) e San Biagio dei solleoni non si sono mai visti… Anzi, la vicinanza ai giorni della Merla ha sempre creato le condizioni per un San Biagio all’insegna del gelo, della pioggia ed un paio di volte anche del nevischio! Con pause dal maltempo che però permettevano almeno un giro, o come un anno fa, almeno un San Biagino favorevole. Quest’anno invece pioggia e vento hanno reso impraticabile questi giorni di festa tanto attesi.

San Biagio 2017
Io stoica sono andata comunque sotto la pioggia. Le tradizioni non si toccano e , in barba alle intemperie, nella tarda mattinata del 3 febbriaio (sempre alla solita ora, tutti gli anni!) mi sono incamminata verso la fiera con cappuccione in finta pelliccia, occhiali anti-lacrima da vento ed ombrellino rosso.
Già dai primi banchetti incontrati si nota il disagio: gli espositori a lamentarsi del maltempo, ma sempre col sorriso sulle labbra. Merce quasi impossibile da vedere per i teloni posti sopra per non rovinarla. E subito ti chiedi “cosa diavolo sono venuta a fare?”. La Piazza Duomo più scarna come da qualche anno a questa parte. In via Garibaldi doveva esserci il revival dell’antiquariato, ma c’erano solo 4 banchetti. In via Barsanti manco uno. In Via di Mezzo qualcosa in più si vedeva, purtroppo la merce esposta qua, sempre la stessa, non è mai stata di mio interesse. Per la prima volta comunque ho visto questa via senza la solita ressa improbabile: le persone erano davvero poche, anche se aveva pure smesso di piovere. Era tutte dal Bartoli per i grandi sconti sulle scarpe.

Piazza del Mercato: un’agonia solo a vederla. Via Marconi ha tenuto alta la bandiera del San Biagio, ma parlando con alcuni commercianti, hanno confessato che sarebbero rimasti solo fino a sera, perché a fare più di un giorno di fiera, soprattutto con le brutte previsioni, non sarebbe stato conveniente.
La mostra agro-zootecnica è una delle mie parti preferite: una tristezza anche quella; ma per lo meno c’era la novità dei serpenti ed i conigli a pelo lungo. Quindi mi sono subito buttata sull’altra mia zona preferita e dove sapevo per certo che avrei comprato qualcosa: la Corte Lotti ed il mercatino a Km 0. Una mestizia pure quello. Ma almeno ho comprato un po’ di farina di mais.

San Biagio 2017
Muccotta Chianina
San Biagio 2017
Il Coniglio capellone cotonato!

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Oberdan sempre a testa alta: da quando non esiste più la fiera in Via Barsanti è la mia parte preferita. Fiori, piante, prodotti enogastronomici tipici e tanto altro. Anche qui non c’erano tutti i banchetti, ma almeno l’esposizione era ben fruibile. La merce era in bella vista anche se protetta dalle intemperie e c’era larga scelta di oggettistica. Carina la nuova parte dell’artigianato-hobbistica.

Comprati formaggi, piante, una sosta al Mandrillo per la sua favolosa porchetta, un ultimo giro in via Oberdan e poi subito a casa. Dopotutto non c’era altro da vedere ed ho fatto presto a fare il giro di tutta la fiera, così che gli espositori erano pochi come le zone del centro storico interessate e c’era pochissima gente. Il pomeriggio è stato abbastanza clemente, ma non sono ritornata a fare un secondo giro come faccio da tradizione. Quel poco che c’era da vedere, lo avevo giù visto e rivisto.

San Biagio 2017
Gli immancabili venditori di arachidi tostate

Per San Biagino avevo in programma di fare un giro con le amiche alla fiera, pranzare con un menù di San Biagio in qualche locale del centro e continuare il giro acquistando gli oggetti dimenticati o non visti ieri… Tutto da riprogrammare, sempre causa maltempo. Una mattinata da dimenticare: veniva giù a catinelle. Siamo uscite proprio per l’ora della prenotazione al ristorante, dove ci siamo attardante per stare all’asciutto. Verso le 15 abbiamo fatto un giro. Ma ci mancavano solamente la balle di erba secca rotolante per completare il quadro della fiera: il deserto. Banchetti spariti, pochissima gente in giro, mostra agro-zootecnica oscena perché gli animali erano stati giustamente portati al riparo. Appena in tempo oserei dire, perché ho saputo che il vento ha fatto cadere in terra le costose teche dei boa , rompendole. Si potevano creare situazioni di panico, per fortuna prevenite velocemente.

San Biagio 2017
Novità 2017: i serpenti!

Anche l’omino delle piante alle 15.30 stava sbaraccando. Mi aveva detto che sarebbe stato tutti e tre i giorni nonostante il maltempo, ma si vede che a tutto c’è un limite. Onestamente stava anche schiarendo nel pomeriggio, per qualche ora non ha piovuto. Ma gli accigliatissimi commercianti se ne stavano comunque andando. Io sarei stata più tenace visto che questo break un po’ di gente in più l’ha portata, ma capisco i malumori.
Alla terza giornata inedita, il San Biagetto, a malincuore (volevo i bomboloni!!) me ne sono rimasta a casa: ero malaticcia e ha quasi piovuto no-stop. So che c’erano ancora meno espositori ed ancora meno gente, ma qualcuno stoico (alimentari e animali ) è rimasto. Tanto di cappello per la loro tenacia. Ma a ‘sti poveri commercianti ho pensato tutto il giorno. Già la vita dell’ambulante è un sacrificio, ma senza neppure i profitti per ricoprire le spese, stando al freddo al vento e sotto la pioggia dietro un banchetto deve essere abominevole. Speriamo che nessuno demorda per il prossimo anno e che le aspettative promesse dall’amministrazione di quest’anno vengano accontentate nel 2018. Per far felici sia gli espositori che noi visitatori.

San Biagio 2017

 

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