Pinocchio: il Menù più versiliese di San Biagio

Una settimana fa ero sempre sotto gli effetti della dipendenza da Fiera di San Biagio. Tristezza e nostalgia passeggera: per 3 giorni siamo stati abituati a festa, eventi, buon cibo, bancarelle, facce allegre ed il profumo di porchetta e brigidino dell’aria. Tutto ciò da assuefazione, come lo zucchero, come una droga, Quando tutto finisce e si ritornata alla bigia quotidianità l’umore va un pochetto giù. Stavo valutando l’idea di uscire in settimana a mangiar fuori e mi è venuto in mente il Ristorante Pinocchio, dove sono stata a pranzo per San Biagino, fruendo del menù fisso per l’evento. Mi sono trovata benissimo e sin da subito ho avuto il desiderio di ritornare e provare qualcos’altro della carta. Perché non stasera?

Aver organizzato il pranzo con le amiche da Pinocchio proprio quel giorno è stata una manna dal cielo dato che pioveva a dirotto. Alla fiera non avremmo potuto comunque andare, quindi è stato piacevole chiudersi in un bel posticino a mangiare, bere vino e chiacchierare. Il locale è piccolo, ben arredato,  pittoresco. Peccato per il poco spazio tra i tavoli, ma quel giorno eravamo sedute comodamente: nella nostra saletta c’era poca gente. I cappotti comunque sono da lasciare al guardaroba all’ingresso, o lo spazio di riduce ulteriormente.

Pinocchio

La cameriera è arrivata da noi in tempi brevi, molto cortese, c’ha portato subito da bere. Abbiamo ordinato 2 due menù di San Biagio di mare ed uno di terra. Ho dato comunque una scorsa alla carta ed ha tanti bei piattini che piano piano vorrei provare. Tra le tante proposte gastronomiche sul volantino di San Biagio ho scelto proprio il menù di Pinocchio perché tra tutti era il più territoriale, il più versiliese, suggerendo ricette con ingredienti tipici senza cadere nel banale tordello o maialino con le patate. Leggendo però la carta ho potuto notare che Pinocchio da spazio ai prodotti locali come standard, non solo per San Biagio. Ecco perché vi ritornerò sicuramente.

Un brindisi con un calice di Vermentino e gli antipasti non si sono fatti attendere. Nel menù di mare c’erano i gamberoni croccanti su passatina di datterini al rosmarino. In quello di terra lo sformatino al radicchio con fondutina di parmigiano e riccioli croccanti. Molto saporiti i gamberi, buona anche la passatina per intingere. La loro croccantezza era data dall’involucro di pasta kataifi.

Pinocchio
Gamberoni croccanti su Passatina di Datterini al Rosmarino
Pinocchio
Sformatino al Radicchio con Fondutina di Parmigiano e Riccioli croccanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La kataifi in zona oramai è come il cuore di palma in Versilia negli anni 80: la fanno tutti perché fa chic. Bisogna quindi distinguersi e farla davvero buona. Ed a Pinocchio ci sono riusciti: ben condita ed aromatizzata senza però sopraffarne i sapori. Conosco posti dove nemmeno la condiscono ed il risultato è una palletta croccante insapore con un gambero che non viene proprio esaltato. Lo sformatino era buonissimo: molto saporito e l’accostamento tra radicchio e formaggio fuso era più che azzeccato. Anche qui c’è la nota croccante data da qualche foglia di radicchio fritta.

I primi piatti avevano due elementi in comune: gli spaghetti ed il cavolo nero. Nel menù di mare essi erano confusi e con un battuto di cozze. Gli spaghetti confusi di Pinocchio consistono in un mix di pasta bianca e nera, per un effetto cromatico pittoresco. Cavolo nero saltato, battuto di cozze e qualche pomodorino per dare colore. Un piatto riuscitissimo, che vince di gran lunga sul “rivale” del menù di terra. In questa versione lo spaghetto è saltato col cavolo nero brasato. La superficie della porzione condita con abbondante Scoppolato di Pedona, il famoso pecorino gourmet nostrale. Indubbiamente un piatto interessante e gustoso, ma mancava quel twist per renderlo al livello del primo piatto del menù di mare. Stesso discorso per il colpo d’occhio: in quest’ultimo manca anche la cromaticità ad esaltarlo.

Pinocchio
Spaghetti al Cavolo Nero e Scoppolato di Pedona
Pinocchio
Spaghetti confusi con Battuto di Cozze e Cavolo Nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nonostante siamo tipine di buona forchetta a questo punto del pranzo eravamo già abbastanza piene. Le porzioni dei secondi erano limitate, ma se si ordina un menù completo come abbiamo fatto noi direi che risultano più che perfette! Anzi, si fa fatica a finirle. L’arista di tonno in crosta di pepe è un po’ come la kataifi: la fanno tutti. Ma questa era speciale: gustosa, si scioglieva in bocca. Mi ha fatto ritornare la voglia di carpaccio di tonno: dopo essermi imbattuta la scorsa estate nella famosa partita di tonno da sindrome sgombroide non l’avevo più mangiato. Non ho fatto però caso alla crosta di pepe: onestamente mi pareva più una panatura normale, ma ripeto, non ho dato importanza alla cosa. Ero troppo concentrata su quel buon tonno roseo.

Sapevate dell’esistenza delle Polpettine alla Pietrasantina? No? Le avrete mangiate tante volte senza saperlo! In zona hanno questo nome le semplici polpettine non fritte, ma cotte lasciandole sobbollire nel sugo al pomodoro. Qui accompagnate con quenelles di purè di patate alle erbe aromatiche. Non sarà da galateo, ma la scarpetta qui è d’obbligo!

Pinocchio
Polpettine alla Pietrasantina e Mush di Patate alle Erbette
Pinocchio
Arista di Tonno in Crosta di Pepe con Fagioli saltati con Salvia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al momento del dessert eravamo tutte gonfie come zampogne. Non ci andava nemmeno il dessert. Per il dolce non c’era scelta: il menù proponeva il castagnaccio classico con crema al vin santo. Ne abbiamo presa solo una porzione, giusto per assaggiare, anche perché il castagnaccio non piaceva a tutte. Buonissima la crema, castagnaccio nella norma. Non amo molto il castagnaccio, sono onesta! Ma apprezzo la sua presenza sulla carta, data la sua tipicità.

Dopo i caffè ci vengono pure offerti dei biscottini fatti in casa, serviti in bei barattoloni ermetici. Magari assieme al caffè li avrei spiluccati più volentieri. Ne ho assaggiato uno: nulla di esaltante. Ma comunque resta sempre un bonus: sono quelle piccoli attenzioni che al cliente piacciono, è pur sempre una coccola extra.

Pinocchio
Castagnaccio con Crema al Vin Santo
Pinocchio
Caffè e Biscottin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bonus e coccole che continuano anche a fine pranzo. Nonostante aver ordinato due bicchieri di vino in più, il prezzo a testa è rimasto il solito: 30€ . C’è da dire che sono stati ordinati due dessert in meno, quindi tutto rientrava. Sottolineo però la cosa perché non tutti sono così onesti quando si tratta di menù a prezzo fisso. Va bene integrare al prezzo anche quello che non si ordina, ma troppo spesso gli extra o le alternative vengono fatte pagare un po’ troppo profumatamente.

Oltre al cibo ed al servizio sono proprio queste piccole accortezze che mi convincono a ritornare in un posto: cordialità, onestà, piccoli extra. Se poi si mangia pure bene, la combo diventa irrinunciabile. Menù di mare di livello nettamente superiore a quello di terra: la prossima volta (e ci sarà sicuramente) mi butterò sui piatti di pesce!

 

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