Il Tour della Dolcezza di San Biagio

Lo scorso 3 febbraio a Pietrasanta si festeggiava un San Biagio senza fiera, a causa del covid. Ma la pandemia non ha annullato tutte le celebrazioni. Complice la zona gialla, sono rimasti gli storici menù di San Biagio nei ristoranti. La novità di quest’anno era sempre legata alla gastronomia pietrasantina: alcune pasticcerie hanno aderito ad un evento ad alto contenuto di zuccheri, il Tour della Dolcezza.

Otto le pasticcerie partecipanti, ognuna ha presentato un dolcetto dedicato a San Biagio. Chi è rimasto legato alle tradizioni con il marzapane di Pietrasanta, chi invece ha creato un prodotto nuovo utilizzando gli ingredienti base dei nostri dolci tipici: mandorle, pinoli e creme dalle note agrumate. Ma non solo questi.

Il mio Tour della Dolcezza: la classifica

La novità mi è piaciuta talmente tanto, che ho effettuato l’intero Tour della Dolcezza! Ed ho stilato una mia personale classifica sui dolci presentati. O meglio, dove è stato possibile. Non in tutte le pasticcerie ho trovato le dolci proposte elencate nella brochure dell’evento ed il Tour della Dolcezza è stato spesso ostacolato da una carenza di informazioni, che in talune schede latitavano. Mancavano infatti dati importanti, come i giorni di chiusura di alcuni esercizi e il fatto che alcune pasticcerie operassero solo su prenotazione.

Nonostante ciò questo Tour della Dolcezza mi ha molto divertita (la mia glicemia un po’ meno…). Se non siete riusciti ad assaggiare del buon marzapane di Pietrasanta, ecco qui la ricetta della mia famiglia.

Ma veniamo alla classifica:

Pasticceria Caffe Versilia

Marzapane della Versilia

Voto: Non Classificato

Il marzapane del Caffè Versilia sarà stato sicuramente ottimo, ma non sono riuscita ad assaggiarlo. Ci sono passata sabato mattina e non c’era. Mi è stato chiesto di ritornare nel pomeriggio per trovarlo: sono tornata appositamente ed il marzapane continuava a non esserci. Mi è stato chiesto di tornare l’indomani. Ma visto l’andazzo, l’avrei poi trovato? Considerando che poco tollero i viaggi a vuoto ho evitato di tornare. Ok il tour della dolcezza, ma meno tour e più dolcezza sarebbe meglio.

In sintesi: niente marzapane (quando dal 1 al 7 febbraio dovrei dovuto avere la possibilità di trovarlo) e comunicazione erronea. Non classificabile per mancanza di materia prima.

La Perla Pasticceria Gelateria

Budini di Riso, Tortine di Pasta Frolla, Tortine con Semolino e Pinoli.

Voto: 1

Venerdì è stato il turno del La Perla Pasticceria Gelateria. Chiedo i 3 pezzi dolci elencati sulla brochure di San Biagio e mi si dice che loro li fanno solo su prenotazione (un budino di riso? Su prenotazione?!). La cortese signora mi ha mostrato cosa avanzava in vetrina, ed erano proprio le preparazioni elencate sul volantino: budini di vario genere, tortine di frolla con crema e tortine di semolino, entrambe con diverse guarnizioni. Considerato poi il fatto di aver dovuto leggerle le proposte della brochure, si intuiva che proprio ignorasse quali fossero.

Mi prepara però un vassoietto con paste a caso. “Guardi, mi interessa avere solo le tre di San Biagio” dico; mi si risponde con un: “Ma sono queste!”; ed io : “Non lo sono, mi ha dato due budini!”. Ma la signora ha continuato imperterrita a riempire il vassoietto di pezzi dolci non richiesti, quindi ho gettato i remi in barca. Volevo solo andarmene via.

Nel mio cabaret: un budino di riso, uno budino di semolino, una tortina di semolino ma con uvetta e cioccolato ( e non coi pinoli) e niente tortino di pasta frolla, anche se presente nella vetrina. Quindi ho valutato solo il budino di riso, che era nel menù.

Peccato però che fosse leggermente crudina la frolla, ma soprattutto, era croccante il riso: era troppo indietro di cottura. Non l’ho gradito. Ottimo invece il budino al semolino! Per il mio palato l’ uvetta e cioccolato fondente della tortina era un’accozzaglia di sapore terribile, ma una volta tolti questi ultimi, il dolcetto era buono: coi pinoli presumo sarebbe stato ottimo. Purtroppo ho dovuto dare un voto molto basso, considerando la cattiva comunicazione, la qualità del budino di riso e la totale noncuranza delle proposte di San Biagio. Un consiglio: puntare sulle preparazioni a base di semolino sarebbe stata una scelta vincente

Pasticceria Simonelli

Marzapane Pietrasantino

Voto: 7 e mezzo


Sono passata dalla pasticceria Simonelli alla vigilia di San Biagio, in tarda mattinata. Evidentemente c’è chi si era fatto già le scorte per la festività, perché la gentile signora mi dice che sono rimasti solo i marzapanotti (mi pare di ricordare si chiamassero così, ma potrei sbagliare), facendomi quindi supporre ci fossero anche altri formati. In vetrina c’erano torte intere di marzapane e questi biscottoni di marzapane: ho scelto due di questi.

Erano ottimi: con base di ostia, sottili, friabili; la mandorla si sentiva alla perfezione. Non ho però avvertito la nota agrumata: sul volantino avevano sottolineato la presenza, ma tanto non è necessaria per la riuscita di un ottimo marzapane di Pietrasanta, è solo un twist frizzante di freschezza che lo arricchisce, nella ricetta originale non ci sarebbe.
So che c’erano anche le torte tagliate a fette, con la presenza di vere mardorle tritate, non solo farina di mandorle: chissà che buone! Un peccato essersele perse!

Pasticceria Bar Il Duomo

Marzapane di San Biagio

Voto: 7/8

Alla Pasticceria Bar il Duomo il marzapane di Pietrasanta si trova sempre. Sono passata venerdì pomeriggio, dopo un ottimo pranzo proposto in un menù di San Biagio. Ne ho trovati di più tipi: torte intere ed a forma di biscotto sia grande che piccolo. Ho scelto quello piccolo: un dischetto di circa 3 cm di diametro, un bocconcino alle mandorle che va giù come le ciliegie.

Leggermente più alto di quello del Simonelli, ma non di molto. Proprio per la differenza in altezza, rimaneva friabile fuori, ma morbido dentro. La mandorla spiccatissima. Non sono sicura fosse fresco di giornata, ma poco importa: il marzapane si conserva benissimo (e loro lo tengono in vasi di vetro col tappo) e dura più giorni, anche se così fosse la bontà non è stata intaccata, cambia solo leggermente la consistenza.

Siamo quasi ad un parimerito con la Pasticceria Simonelli: ho voluto dare un pochino di più a Il Duomo solo perché ho trovato più formati ed un marzapane più spesso incontra di più i miei gusti personali.

Pasticceria Marietto

Torta di Riso Cremosa

Voto: 8 –

Mi ero promessa di avvantaggiare nella classifica le proposte di tradizione prettamente pietrasantina come il marzapane e le sue variazioni, a discapito delle preparazioni più generalmente toscana, come i dolci a base di riso, semolino, ecc…Ma retrocedere la torta di riso cremosa di Marietto era farle un torto, perché è davvero squisita!

La pasta frolla perfetta, non bagnata dalla farcitura. Quest’ultima ottima, si sentiva sia la crema che il riso. La tortina la si poteva trovare sia intera, che a fette. Io ho preso un paio di fette, ma era talmente appetitosa che mi sono pentita di non aver preso la tortina intera.

Il meno perché sulla brochure non erano indicati i giusti giorni di apertura. Sono difatti andata da Marietto il martedì, per poi trovarlo chiuso. Il cartello indicava il sabato e la domenica come i soli giorni di apertura. Sul volantino queste informazioni vanno indicate. Sono dovuta tornare il sabato mattina. Il tour della dolcezza fatto di viaggi a vuoto.

Pasticceria La Margherita

I Pinocchiati

Voto: 8

Proprio da La Margherita è iniziato il mio tour della dolcezza! Non posso dire che i Pinocchiati incontrino molto i miei gusti, ma obiettivamente si meritano un voto alto. In primis perché non conoscevo questi dolcetti medioevali ed ho così imparato una cosa nuova; hanno all’incirca gli stessi ingredienti del marzapane (albumi, zucchero, ostia, non mandorle ma pinoli…) e soprattutto è stato fatto un lavoro di ricerca, scoprendone l’uso popolare a Pietrasanta secoli orsono. In vetrina, dove si trovavano pinochiati di 2 grandezze, è stata collocata anche la storia che li lega a Pietrasanta.

Consistono in una leggera e friabile meringa aromatizzata all’acqua di rose. Al loro interno, la meringa diventa più morbida e vi si trova un ricca presenza di pinoli. Nella versione della Pasticceria La Margherita non vi è l’ostia, il sentore di rosa è spiccato ed i pinoli sono abbondanti. Voto alto perché è stata proposta una dolcezza nuova, anche se antica; una proposta tradizionale, ma che si differenzia dal solito marzapane. Dove oltre al lavoro di pasticceria è stata fatta pure una ricerca storica.

Pasticceria Il Gabbiano

San Biagino

Voto: 9

Sono passata dalla Pasticceria Il Gabbiano venerdì mattina, sul tardi. Conoscevo questa pasticceria, ma non c’ero mai stata. Due signore ai due lati del bancone chiacchieravano fittamente, sono stata presa a malapena in considerazione. Ma non importava, l’unica cosa che contava era accaparrarmi l’ultima brioche “San Biagino” rimasta sul vassoio ed andarmela a mangiare in totale relax in spiaggia, data la bella (e rara, in questo periodo) giornata di sole.

Una vera bomba: perché esplodeva di gusto, di mandorla, di crema e di zucchero. Più grande del normale e super-farcita. La mandorla era nell’impasto morbido ed alveolato, non so se sotto forma di aroma o di farina, ma si sentiva distintamente. La crema ottima, vellutata e strabordante. E tanto zucchero sopra, sia in granella che a velo, che mi è nevicato sul cappotto, ed io felice che questa dolcezza si imprimesse pure sui miei abiti. Una colazione così toglierebbe malumori e spettri dall’animo di chiunque. Eccellente! Tornerò sicuramente alla Pasticceria Il Gabbiano ad assaggiare altre goduriose prelibatezze.


Yuri & Alice Bakery

Cupcake di San Biagio

Voto: 10

Conoscendo già le loro produzioni, sapevo a priori che Yuri & Alice Bakery avrebbe realizzato un prodotto di qualità, creativo, delizioso per il palato e bellissimo. Arrivando primi in classifica a mani basse. Hanno scomposto mandorle, farina di mandorle e agrumi dal marzapane, originando un dolcetto tutto nuovo. Un cupcake per la precisione, una delle loro specialità.

L’impasto di base fatto con farina di mandorle è stato farcito con un orange curd ed il frosting era a base di vaniglia di Tahiti, cosparso di lamelle di mandorla e decorato con una fettina di arancia rossa disidrata con foglio d’oro edibile a guarnire. La mandorla si sentiva, in modo delicato delicato, non deciso come nel marzapane. Lo nota che spiccava di più era l’arancia dell’orange curd: la morbidezza spugnosa dell’impasto, la cremosità del curd, il tocco acido del frosting, il croccante della lamella di mandorle: un gioco di consistenze ben studiato che risulta vincente. Un peccato trovarlo solo per pochi giorni.

Il Tour della Dolcezza: conclusioni

Nonostante qualche incomprensione, la mia opinione sul primo Tour della Dolcezza di San Biagio è altamente positiva e spero venga replicata il prossimo anno. E’ stata un’idea nuova, e divertente è stato parteciparvi. Il livello delle pasticcerie è molto alto: a parte le due in cui non sono riuscita a provare i pezzi dolci, le altre hanno voti più che lodevoli. Ovviamente ho considerato la bontà del dolce in primis, ma anche la creatività, la fornitura, il servizio e la comunicazione.

Pur essendo legata alle tradizioni, ho voluto premiare chi si è messo un gioco inventandosi un nuovo prodotto, pur ispirandosi agli ingredienti tradizionali. A volte basta poco. Spero che anche i ristoratori prendano spunto, dato che nei menù di San Biagio alcuni tirano un po’ lì il dessert, come non fosse una portata di valore, propinando da anni le stesse cose.

 

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