Ciacci con la Ricotta (o Necci)

ciacci

Finalmente è arrivato il freddino, alla buon’ora! Ed io riprendo in mano la mia bibbia, ovvero “La Cucina di Versilia e Garfagnana” di Mariù Salvatori de Zuliani perché è una miniera di ricettuzze adatte alla stagione invernale con le sue minestre, zuppe e polente varie. Sfogliando questo libro è bello vedere come ricette antiche siano in voga sempre adesso sulle nostre tavole, come ad esempio i ciacci (o necci). Dato che la cosa più divertente da fare appena arriva il freddo è accendere il camino, si comincia la settimana parlando proprio di loro: i Ciacci con la Ricotta!

I Ciacci di una Volta: Usi e Farciture

I ciacci sono della specie di piadinette composte da una pastella a base di farina di castagne, che in dialetto si chiama giustappunto farina di ciaccio. Hanno un’antica origine garfagnina, luogo in cui ancora oggi resta uno dei piatti più tipici e vi vengono organizzate numerose sagre a tema. Una volta il ciaccio veniva considerato un pasto unico: nei ricettari più datati, vengono addirittura catalogati come minestra, non inteso col significato più moderno di primo piatto , bensì come nutriente piatto unico. Una volta una minestra o un’unica preparazione era l’unica cosa che si serviva a pasto; non esisteva il primo ed il secondo, soprattutto nelle famiglie povere, se non nei giorni di festa.

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Al tempo i ciacci si farcivano non solo con la ricotta, ma con quello che c’era in casa: marmellata, biroldo, salame, formaggio stagionato…Adesso i ciacci non sono più un pasto unico, bensì un dessert o una merenda dolce, da servirsi con ricotta o con nutella. E magari accompagnati da un bicchiere di rosso!

Alternative a Camino e Testi

I ciacci con la ricotta sono una preparazione semplicissima e la cottura avviene tramite i celebri testi direttamente sulla fiamma del camino. Oggigiorno non tutti hanno il caminetto in casa né tanto meno i testi, ma si possono comodamente usare in alternativa i normai fornelli di cucina ed al posto dei testi girafrittate, padellini antiaderenti per piadine e crepes, anche elettrici. Non avranno l’aroma di fumo e di brace, ma i ciacci risultano comunque buoni!

Per quanto riguarda invece i testi si trovano ormai sempre più di rado! Date un occhio nei mercatini, anche in quelli in conto rendita come il Mercatino Pietrasantino: lì i testi li hanno, ed anche a buon prezzo!

Ciacci con la Ricotta

ciacciFarina di Castagne
Acqua
Olio
Sale
Ricotta, meglio se di pecora

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I ciacci con la ricotta si fanno ad occhio, non c’è bisogno di dosi. Contate due cucchiai circa di farina di castagne a persona. Salate leggermente ed aggiungete a filo l’acqua mentre mescolate con una frusta, fino ad ottenere “una polentina un po’ consistente” come scrive Mariù Salvatori. Tenete da parte la pastella. Nel frattempo scaldate i testi sul fuoco, da ambo i lati. Spennellate un lato di entrambi i testi con l’olio (una volta si sarebbe usata la cotenna di maiale!). Su un testo versate uno o due cucchiaiate di pastella e poggiatevi subito l’altro testo, con il lato oliato adiacente al ciaccio. Fate cuocere da ambo i lati girando i testi, fino a quando i ciacci sono dorati.

Servite i ciacci caldissimi spalmati di ricotta (o di nutella o farciti coi salumi) ripiegandoli su se’ stessi. A casa mia li abbiamo sempre fatti piccoli e alti qualche millimetro, come una frittatina. Ma se preferite, potete fare una pastella un po’ più liquida (ma sempre densa) ed otterrete dei ciacci simili a crepes.

Che buon pro vi facciano!

 

 

E se non trovate la farina di castagne, c’è sempre internet!

 

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